Sport, “Mettersi in gioco”: il vademecum di Papa Francesco

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Mettersi in gioco: sulla scia di “We run Together”

L’accoglienza, il rispetto, l’incontro. E ancora il coraggio, la tenacia, il dominio di sé. Sono solo alcuni dei valori che emergono da Mettersi in gioco, presentato questa mattina allo Stadio Martellini delle Terme di Caracalla. Edito dalla mettersi in gioco, sportLibreria Editrice Vaticana-Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, con il patrocinio di Athletica Vaticana, il volume, che si inserisce nel progetto di beneficenza “We Run Together” lanciato dal Pontefice lo scorso maggio, raccoglie i pensieri di Papa Francesco sullo sport selezionati tra i discorsi rivolti agli atleti nelle più svariate occasioni.

A fare da prefazione alle parole del Santo Padre le testimonianze di Francesco Totti, di Tegla Loroupe, responsabile del Team dei rifugiati del Comitato Olimpico Internazionale e di Alex Zanardi che ha inviato il suo contributo poco prima del grave incidente.

Mettersi in gioco: mons. Sanchez, “Lo sport, un piccolo miracolo”

«Non si tratta di un manuale in senso stretto, ma di un libretto di istruzioni per il mondo dello sport. Non è un trattato di teologia, ma un vademeucum che accompagna chi ama lo sport» precisa ai microfoni di Radiopiù Roma monsignor Melchor Sánchez de Toca, sotto-segretario del Pontificio consiglio della cultura.

Uno sport che, a causa della pandemia, cambia nelle modalità ma non nei valori. «Il Papa, all’inizio dell’asta di beneficenza We run together, proprio perché non si poteva fare il meeting che era stato convocato, ha detto una cosa importante: “Anche se non si può correre con le gambe, si può correre con il cuore. Anche se certe modalità di sport

mettersi in gioco
La presentazione del libro allo stadio delle Terme di Caracalla

sono in questo momento precluse (lo sport con il pubblico sugli spalti, le corse popolari…) i valori rimangono.

Sono quelli che fanno dello sport la realtà che tutti noi amiamo, che ha una capacità di ispirazione a dare il meglio di sé, (che tra l’altro è un documento vaticano sullo sport), e un potenziale inclusivo: integrare persone con diverse provenienze e culture, con disabilità. Lo sport fa questo piccolo miracolo: i ragazzi che non si capiscono quando parlano, giocano insieme e si capiscono alla perfezione».

Lo sport diviene, dunque, una vera e propria palestra di vita. In effetti, continua monsignor Sanchez, «il titolo del libro, Mettersi in gioco, è tratto da un discorso del Papa al Centro sportivo italiano e a tutte le organizzazioni sportive no profit in Italia in cui diceva: “Mettetevi in gioco nella vita come fate nello sport”. È un’espressione molto bella: “Giochi, ma ti metti anche in gioco”. Significa portare nella vita alcuni valori: il rispetto delle regole, il fair play, la lotta, lo sforzo, lo spirito di squadra».

Mettersi in gioco: il tempo della ripartenza 

Mettersi in gioco è stato presentato proprio a 60 anni delle Olimpiadi di Roma. Alla vigilia dell’inaugurazione, Giovanni XXIII invitò gli atleti, che incontrò a San Pietro per per impartire loro la benedizione, a essere modesti nella vittoria e tenaci nelle difficoltà.

«C’è una grandissima continuità nei papi sullo sport, da San Pio X. In questo periodo – conclude monsignor Sanchez –  ricordiamo le Olimpiadi di Roma e la stupenda conclusione con Abebe Bikila che vinse la maratona correndo scalzo. Segna per noi il tempo della ripartenza, così come lo è questo libretto molto semplice di Papa Francesco: pillole, vitamine, integratori morali per ricominciare».

Ascolta l’intervista a monsignor Sanchez: 

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