“Scripta Manent”, per riscoprire il fascino della bella scrittura

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Scripta Manent: a gennaio il corso della Diocesi di Roma

Un viaggio nel tempo alla riscoperta di antichi manoscritti e arti millenarie quali la calligrafia e la miniatura. È la proposta dell’Ufficio per la Pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport del Vicariato di Roma per il nuovo anno. Il corso, dall’eloquente titolo “Scripta manent”, si snoderà in sei tappe nei mesi di gennaio e di febbraio 2024.

«Con don Francesco Indelicato (direttore dell’ufficio diocesano, ndr) abbiamo deciso di creare un evento suddiviso in più appuntamenti in cui, con altre figure, cercheremo di divulgare ma anche di mettere un po’ alla prova coloro che parteciperanno attraverso dei laboratori manuali e pratici» racconta Cecilia Marzi, restauratrice e insegnante di tecniche antiche, tra i docenti del corso insieme a Stefano Cavallotto (Università Tor Vergata – Pontificia Università Lateranense) e Barbara Perrotta (calligrafa ed esperta di manoscritti antichi).

Gli incontri, che si terranno a due passi dai Musei Vaticani, alla parrocchia di Santa Maria delle Grazie al Trionfale, «dove c’è un bellissimo salone con tavoli e illuminazione (un luogo perfetto per incontrarci con chi vorrà aderire per trascorrere sei momenti diversi e interessanti), è aperto a tutti, appassionati, studiosi, guide turistiche o semplicemente a chi vuole dare “una sbirciatina” a questo mondo».

Scripta Manent: un viaggio nel tempo

Durante il percorso «si andrà indietro nei secoli, fino al Medioevo, quando negli antichi  come già aveva richiesto San Benedetto da Norcia con il famoso “Ora et Labora”, i frati trascrivevano i testi antichi greci e latini e li decoravano con immagini che risultano ancora oggi perfette, intatte, ricche a livello di cromie. L’intento è proprio quello di riportare alla luce quel tempo e l’arte di quelle persone che nel silenzio dei monasteri benedettini lavoravano ininterrottamente alla trascrizione di quei testi.

Si useranno anche materiali del tempo. Per quanto riguarda, infatti, la parte pratica ci sarà la possibilità di provare a scrivere come si faceva anticamente con dei pennini che ricordano molto la penna d’oca, con degli inchiostri fatti da noi, quindi naturali, e anche a riprodurre un piccolo capolettera con pigmenti naturali, vegetali, minerali e animali sciolti nei leganti che usavano a quel tempo i monaci. Si potrà sperimentare anche la foglia d’oro.

È un lavoro che ormai nessuno fa più perché siamo abituati alla tecnologia, al digitale, alle immagini che vengono risolte in maniera velocissima e con metodi completamente differenti. Si tratta di un ritorno al passato» in senso positivo.

In un mondo, infatti, come quello in cui viviamo in cui tutto è effimero, etereo, in cui verba volant, “Scripta manent”, invece si pone come obiettivo quello di far toccare con mano qualcosa di bello e di duraturo nel tempo.

«Sono ancora visibili cose che sono state fatte nell’XI e nel XII secolo (concluderemo l’evento con una visita alla Biblioteca di Santa Scolastica, a Subiaco, dove sono conservati dei bellissimi manoscritti).

Inoltre, ci sono delle opere d’arte vere e proprie nascoste nelle pagine di questi codici miniati che in pochi conoscono perché sono considerate ancora erroneamente arti minori, ma sono in realtà preziosissime. Dobbiamo pensare che si lavorava non con i pennelli di oggi, ma con strumenti realizzati a mano che comunque permettevano di avere dei dettagli, una minuzia e una perfezione che ha dell’incredibile soprattutto per i nostri tempi.

Quanti interessati dovranno inviare una e-mail a uts@diocesidiroma.it con nome e cognome. L’Ufficio per la Pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport, ricontatterà ciascuno per portare a termine la registrazione al corso. La quota di iscrizione è di 110 euro e comprende i materiali per il laboratorio, il viaggio e la visita a Subiaco.  

(Articolo di Valeria De Simone)

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